Jun Ge appartiene alla seconda categoria. Con Sinoteca — la sua nuova avventura romana — ha immaginato un luogo in cui la cucina cinese non è esotismo, ma quotidianità. Un posto in cui i vini naturali non sono una moda, ma un mezzo per raccontare qualcosa. Un luogo in cui ogni gesto ha un ritmo, ogni piatto una storia, ogni ospite il tempo per scoprirla.
La sua è una storia che parte da lontano: Pechino, poi Roma, gli studi in ingegneria, l’approdo (tutt’altro che scontato) nella ristorazione. Jun non è un imprenditore classico. È uno che osserva, che ascolta, riflette: ha capito che l’accoglienza non sta solo nel sorriso, ma nell’assenza di giudizio. Nella possibilità di scegliere, provare, sbagliare, riprovare.
In questo episodio di C’è Pasta per Te ci racconta il suo percorso fatto di identità, rispetto e curiosità. Parla del legame con l’Abruzzo, dell’importanza di superare i propri limiti anche a tavola, e del perché, a volte, un piatto che non mangeresti mai può insegnarti qualcosa su di te.
Un episodio che è un invito ad aprirsi. A lasciarsi sorprendere. A scegliere il piatto che non ti aspetti.
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