Chef e cofondatrice di Sintesi ad Ariccia, Sara Scarsella ha costruito la sua identità partendo dal silenzio e dall’essenzialità. Non quella dei piatti poveri, ma quella dei gesti pieni. Cresciuta tra i Castelli Romani, ha attraversato il mondo – da Copenaghen all’Australia – per poi tornare a casa e trovare, finalmente, la sua voce.
In cucina, Sara parla di sé senza dire una parola. “È il mio modo di raccontare chi sono, di trasformare le sensazioni in materia”, dice. Nei suoi piatti convivono memoria e misura: la cicoria che per lei sa di felicità, la verdura tagliata con pazienza come gesto meditativo, lo spaghettone al pomodoro che la rappresenta più di qualsiasi firma. Acidità giusta, dolcezza estiva, semplicità solo apparente.
Quando nel marzo 2020 apre Sintesi insieme a Matteo Compagnucci e Carla Scarsella, il mondo si ferma. Ma loro restano uniti. “La nostra forza è stata l’essere in tre: quando uno crollava, gli altri due lo tenevano su.” È una storia di equilibrio umano prima ancora che gastronomico. La prima regola del ristorante? Non sacrificare mai il rapporto familiare sull’altare del successo. “Il fallimento non sarebbe chiudere il locale, ma rompere quello che siamo noi tre.”
Nella sua idea di cucina convivono rigore e libertà: la scuola danese, la curiosità australiana, l’intimità dei pranzi di famiglia dove si spegneva la TV per parlarsi davvero. Oggi Scarsella è una delle voci più interessanti della nuova generazione di chef italiane, capace di fondere territorio, sensibilità e visione contemporanea senza gridare.
Il suo sogno? Costruire rete. Tra cuochi, produttori, e chi ogni giorno sceglie di sedersi a tavola con consapevolezza. “Se cresciamo noi, cresce anche il territorio.”
E nel piatto, come nella vita, Sara continua a cercare quella sintesi perfetta tra equilibrio e emozione, dove la bellezza si misura in un gesto semplice: cucinare per chi ami.
Ascolta l’episodio su Spotify, Apple Podcasts o YouTube.
Vedi l’episodio completo anche su:
Seguici su
