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Dumpling Bar e Lamian Bar: la Cina in Cucina di Gianni Catani

Conosciuto da tutti per il suo Dumpling Bar e Lamian Bar che a Roma sono già cult, abbiamo fatto una quattro chiacchiere con Gianni Catani.

Ciao Gianni, so che sembra il titolo di una barzelletta, ma perché un italiano in Cina?

Ho iniziato questo lavoro, forse è meglio chiamarla passione, nel 1984 quando esplodevano i primi ristoranti cinese a Roma e così, per caso e per curiosità sono finito a guardare nella cucina del ristorante e da lì… non mi sono mai fermato!

Ho incontrato persone chiave che mi hanno cambiato il mondo, uno di loro è diventato anche il mio socio. I cinesi hanno provato a far mangiare agli italiani la loro cucina ma non è piaciuta, e hanno scelto di italianizzarla. Loro sono molto businessman, per cui per esempio, hanno tolto dai piatti tutto l’aglio tipico cinese e hanno invece puntato sui fritti! Pensa che la loro cucina invece è leggerissima, il fritto è una cosa davvero rara per loro, gli stessi ravioli sono una cosa che mangiano solo nelle occasioni speciali!

Quanto è importante per te la formazione?

Ti basti pensare che sono stato 8 anni in cucina a guardare senza toccare!

Vengo dal mondo dell’informatica, sono stato addirittura un formatore per la Microsoft mentre già avevo iniziato il mio percorso in cucina, ho lavorato nel mondo della fotografia e del cinema. La formazione è sempre stata una costante, ancora adesso faccio vari corsi, perché mi emoziono!

La passione senza formazione non è nulla. La passione, nel mio caso, con il tempo è diventata studio, ricerca, esperienza e competenza.

E i maestri sono quelli che fanno la differenza. Quando ho conosciuto Jing sono stato veramente 8 anni in cucina solamente ad osservare. In Cina c’è grande condivisione di sapienza, stanno lì a spiegarti le cose, a insegnare.

In cosa si assomigliano la cucina cinese e quella italiana?

Cucina italiana e cucina cinese si assomigliano in varietà culturale e territoriale. In Cina, esattamente come in Italia le materie prima, i piatti e la morfologia del territorio cambiano tantissimo da regione a regione. A entrambi piace stare a tavola ma in maniera completamente differente.

Per il resto le differenze sono abissali! I cinesi non mangiano carboidrati, non mangiano dolci, mangiano 5 volte al giorno e l’ultimo pasto è alle 24 ed è una zuppa di spaghetti, davvero super sano. Vuoi dimagrire? Fai qualche mese in Cina!

Consiglio spassionato per questa quarantena: seguire le dirette Facebook di Gianni Catani dalla cucina di casa sua dove insegna a fare i dumpling… autenticità, ipnosi e magia!

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